Ho finito le parole (aka la vita da poliglotta è spossante)

Vorrei sedermi un attimo e semplicemente lasciar che le mie dita scorrano su questi tasti, componendo splendide frasi piene di significato. Invece mi mancano le parole. Mi sento come una bambina senza vocabolario, come se avessi perso tutte le mie conoscenze accumulate.

Vorrei essere come quelle persone che scrivono tutti i giorni, che hanno sempre qualcosa di interessante da dire e da condividere. Vorrei raccontare i miei pensieri, ma non so quali parole usare per descriverli. Vorrei raccontare le mie giornate, perché credo che la mia vita in Germania sia piuttosto movimentata e perché la vita in Germania, in generale, è diversa. Dunque perché non condividere tutto ciò che c’è di nuovo con chi non lo conosce, perché non rendere gli altri partecipi delle mie esperienze?

Sarà che mi ritrovo a parlare una lingua completamente diversa tutti i giorni, ad imparare nuovi vocaboli e nuove strutture. Sarà che, oltre il tedesco, leggo, scrivo e parlo tutti i giorni anche italiano e inglese e spesso spagnolo e francese. Forse sono troppe lingue a 17 anni e il mio cervello non riesce a contenerle tutte insieme. Vorrei avere un cervello un po’ più laborioso con un po’ più di memoria, dato che, oltre alla lingua, dimentico i nomi di tutti dopo tre secondi.

So che è solo una fase, ma sento le parole fermarsi in gola, senza definizione. Non mi ricordo il vocabolo in italiano e non lo so in tedesco.

Non so più nemmeno quante volte ho pensato di scrivere un articolo su come ci si sente prima di abbandonare la propria vita e quante volte ho iniziato a scriverlo, lasciandolo incompleto tra le bozze. Vorrei raccontare di cosa si sente i primi giorni di vita all’estero, cosa cambia, come adattarsi ad imparare una nuova lingua. Vorrei scrivere per sfogarmi quelle volte che mi sento sola o per salvare le mie belle esperienze in bei ricordi, per sempre. Così magari tra qualche mese torno indietro e rileggo tutto. A volte sono semplicemente troppo pigra o non ho tempo. Eppure mi chiedo: e se semplicemente mi stessi costringendo a fare qualcosa che non mi appartiene perché mi piace l’idea di concetto? Mi spiego. Mi piace l’idea di scrivere, mi piacerebbe poter viaggiare e raccontare, mi piacerebbe avere tanta fantasia e inventarmi storie magnifiche, oppure non avere bisogno di inventiva ma semplicemente di un vasto vocabolario per poter portar a parole le mie esperienze. E se invece fossi solo nata per leggere le esperienze altrui e tenere le mie per me, se fossi l’unica che può sapere cos’ho vissuto?

Ho finito le parole.

Alla prossima,

Sara ~

E io? Sono abbastanza coraggiosa?

Se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.

– Cit.

Parto per scoprire i miei limiti.

Parto, spingendomi oltre, un oltre che devo ancora scoprire. Voglio partire per scoprire fino a che punto posso spingermi.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perché. I loro sogni hanno le forme delle nuvole. – Chales Baudelaire

Voglio andare in un posto che non conosco, cultura nuova, lingua nuova, famiglia nuova, facce nuove. Non perché io disprezzi tutto ciò che ho qui – anche se cambiare aria non mi dispiace per niente –, ma perché voglio imparare a gestirmi, esatto: gestire me stessa. In ogni tipo di situazione, al di fuori di ciò che conosco e a cui ormai sono abituata.

No, non sono pronta: non lo sarò mai, non lo si può mai essere. Come posso prepararmi a un futuro che non conosco? Posso solo essere pronta a tutto e non aspettarmi niente (allora non dovrei nemmeno aspettarmi di partire, vero..?).

Voglio partire durante la mia adolescenza: mi aiuterà a formare il mio carattere e il mio spirito, mi riempirà, non so ancora di cosa, ma di qualcosa sicuramente. Mi renderà la donna che diventerò.

Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano di può andare. – Thomas Stearns Eliot 

Namaste. 你好

Vi aggiorno perché sto avendo molti pensieri ultimamente e ho bisogno di posto dove scaricarli.

Il titolo ha e non ha molto senso. Namaste è un saluto indiano, da un significato indiano. 你好 è invece ciao in cinese, dato che amo dilettarmi nell’apprendimento di parole nuove in qualsiasi lingua. Ho perso il conto delle lingue chesto imparando, ma per me imparare nuovi alfabeti e parole e suoni è un po’ come ampliare la mia internazionalizzazione. Sono qui e non mi posso muovere per il momento, non posso salire su un aereo e partire per dove mi dice il Fato, perciò cerco di prepararmi per quando finalmente viaggerò.

Negli ultimi giorni sto pensando molto di più all’essere exchange student, perché per qualche mese ho avuto molte altre cose in testa ed ero arrivata sul punto di mollare la spugna. Ma ora sono di nuovo determinata e benché non sappia bene ciò che farò e non sia ovviamente il mio pensiero fisso, a settembre voglio provarci.

Magari qualcuno si ricorda la mia vecchia eventuale lista di paesi per AFS.. be’, è un po’ cambiata. Non c’è un ordine particolare, dato che molte mete mi spaventano, oppure non saprei davvero sceglierle in ordine.
Russia, Cina, Tailandia, Islanda, Hong Kong, Brasile, Portogallo, Malesia, Svezia, Stati Uniti, Canada
Paese più, paese meno, sono orientata verso questi paesi.

Vi lascio con questa canzone che avrete sicuramente sentito tutti e che ultimamente mi rilassa da morire.

—Sara

Uuh, cos’ho scoperto oggi!

Prima di tutto, c’è un’exchange student dal North Carolina nella mia città, il che mi sembra qualcosa su cui rimarcare perché non credo ce ne siano altri. ‘Sta povera ragazza deve sentirsi sola, e voglio conoscerla. Insomma, non sono il tipo di persona che va lì e dice ‘Ohi, ciao, voglio conoscerti’, però non ho nulla da perdere, anche perché questa ragazza probabilmente a giungno se ne andrà, quindi non è una faccia che, nel caso facessi una terribile figura di merda, mi ritroverei per dei miei giorni in giro per il centro. Dubito che questa ragazza abbia molti amici, perché da quanto mi ha detto la mia amica che ce l’ha avuta in classe gli ultimi moduli oggi (cosa che succederà tutti i lunedì per tutto l’anno), non sa una parola di italiano. Suppongo che se fosse qui da settembre almeno saprebbe presentarsi, perciò credo che faccia il semestrale da gennaio. Inoltre la conoscenza dell’inglese tanto da poter fare una conversazione decente è piuttosto rara qui, troppo. Credo che, alla fine, un exchange è sempre un exchange, no? Il coraggio di partire e la voglia di avventurarsi verso l’ignoto deve esserci dentro ogni exchange student, ergo non penso proprio di ricevere un due di picche se cerco di fare amicizia!

Scusate il mio monologo pieno di pensieri, ma sono piuttosto sovrapprensiero perché mi fa proprio piacere che ci sia pure qua, a una media di -10 in questi giorni, un piccolo pezzo di mondo! Sono riservata e non amo essere quella che si presenta, ma Osho dice che il carattere non esiste e che è qualcosa che si è inventata la società per categoricizzarci (oddio, ma si scrive così?), dunque da adesso io non sono più riservata né tanto meno timida, sono quello sono. Pensieri contorti & co., solo su Dove si trova il tuo cuore, lì sarà anche il tuo tesoro!

Nevermind me guys. 

Seconda cosa, prima che m’infili a letto, ho trovato questo blog e mi è piaciuto così tanto e sono così curiosa che ho preso a leggerlo sin dall’inizio dello scambio! E’ di una ragazza palermitana in Cina, e credo che ne valga proprio la pena. Dateci un’occhiata tutti voi che in qualche modo ne siete interessati: http://chiaraincina.blogspot.com

Oh, volevo dirvi che, se non ho scritto niente nell’ultimo periodo, è perché proprio non avevo niente da dire d’interessante! Spero di tornare preso con qualche aggiornamento e spero di poter conoscere quest’americana. Inoltre spero che tutti quelli che mi leggono, gradiscano quest’intervento scritto un po’ alla veloce!

— Sara