Fiducia nelle proprie capacità e coraggio di buttarsi

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È un po’ di tempo che penso di ritornare su questo blog, ma devo ammettere che manca la fiducia in me stessa. Oggi, mi sono decisa. In fondo, a chi importa? Se scrivo qualcosa lo devo fare per me. Trovo importante e positivo fare qualcosa perché se ne ha voglia e perché ci fa stare bene – e non perché si vogliono impressionare gli altri o fare bella figura. Troppo spesso siamo bloccati dalla paura di fallire, di venire giudicati e di non fare bene. Ma cosa abbiamo da perdere?IMG_20160823_195253

Amo scrivere e da troppo tempo mi sono negata questo piacere perché non mi sentivo all’altezza. Oggi, rileggendo ciò che scrivevo qua qualche anno fa, mi sono sorpresa di quanto fossero scorrevoli e piacevoli i miei articoli. Certo, non sono la Hugo del ventunesimo secolo, ma l’importante, alla fine, è trasmettere un pensiero positivo.

Spesso ammiro chi ha il coraggio di mettersi in gioco e di esporsi, dicendomi che vorrei essere anche io così. Ebbene, cosa mi ferma? Che m’importa se non ci sono diecimila persone a leggere le mie parole? Se mi siedo a scrivere un articolo, lo faccio solo ed esclusivamente per me stessa e sono contenta che sia così.IMG_20160823_195224

Spero che questo non sia un semplice articolo in mezzo al nulla – vorrei riprendere l’abitudine di condividere i miei pensieri, senza paura. Ero quasi giunta ad un punto in cui la paura della disapprovazione altrui mi stava togliendo questa mia grande passione.

Sara

 

Epicureismo

« Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici.
Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice. »

L’epicureismo è un movimento nato dalla filosofia di Epicuro, un filosofo greco del III secolo a.C., ripreso poi nel Rinascimento da celebri poeti e scrittori come Montaigne o Rabelais. A cercarne di materiale e definizioni, sull’epicureismo, ne trovate a valanghe. Motivo per cui, oggi, vi parlerò di come lo interpreto e vedo io l’epicureismo, épicurisme in francese, e della ragione per cui è il nuovo titolo del blog.

Da quando ho scoperto questa filosofia, cerco di essere epicurea il più spesso possibile, perché mi fa sentire bene. Gli epicurei dicono che bisogna godere della vita, sempre. Sto facendo qualcosa che non mi piace e lo faccio controvoglia e di cattivo umore? E io ci trovo un qualcosa di positivo che mi renda felice. Se studio, perché non godere del fatto che sto imparando, diventerò una persona sapiente e sarà interessante parlare con me? Devo pulire? Ebbene, godrò del fatto che, più tardi, la mia casa sarà ordinata e pulita.

« Il saggio, così come non cerca i cibi più abbondanti, ma i migliori, così non cerca il tempo più lungo, ma cerca di godere del tempo che ha. »

Personalmente, trovo ciò splendido! Gioire di tutto, sempre. Vivere qui ed ora, gustarsi ogni attimo, carpe diem. Può sconvolgere e migliorare immensamente la vita. Invece che stare a piangersi addosso, a lamentarsi, a fare le cose male e controvoglia, si può iniziare a trovare un lato positivo e ad esserne felici. Perché devo vivere male? Certo, ho degli obblighi, magari non posso sempre fare quello che voglio, ma io sono felice lo stesso. Perché la vita mi permette di esserlo, e perché non esserlo? Sono qui, e allora perché non vivere bene? Ho qualcosa di meglio da fare, che godermi la vita?

« Il più temibile dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, quando c’è la morte non ci siamo più noi.
Quindi il capir bene che la morte è niente per noi rende felice la vita mortale. »

E ora capite perché questa mia scelta. La trovo una filosofia bellissima, se applicata con riflessione. Nel senso, senza tristezza non esiste la felicità, ma si può provare ad accettare la tristezza, a goderne nel sapere che è necessaria e a ringraziare di avere la felicità!

Per esperienza sappiamo infatti che a volte il bene è per noi un male ed al contrario il male è un bene.

L’ho scritto in francese, semplicemente perché studio questa lingua da 13 anni ed è molto dolce e musicale. Mi piace da morire, e quindi la trovo adattissima per il mio blog. 

A voi piace il nuovo titolo? Cosa ne pensate dell’epicureismo? Condividete o siete in disaccordo? Fatemelo sapere nei commenti!

A lunedì prossimo!

~ Sara

MILAN FASHION WEEK

Dal 18 al 23 settembre a Milano c’è stata la settimana dalla moda, sulla collezione primavera-estate 2014. Capisco il vostro stupore: sì, stavano sfilando abiti che s’indosseranno tra un anno, but that’s how fashion works! 

Allora, la mia è un’umile esperienza di una valdostana che a Milano durante la settimana della moda non c’era mai stata. Non vi racconterò di com’è vivere una sfilata dal backstage, perché quest’anno Anna Wintour si è arrabbiata con me e ha deciso di non invitarmi a nessuna sfilata. Scherzi a parte, potrebbe essere interessante per tutte quelle persone che, come me, si aspettavano che durante la settimana della moda si incontrassero celebrità e modelle in ogni via. In realtà, almeno per me, non è stato così. Forse qualche modella anonima l’ho incrociata, ma non sono niente più che ragazze magre e molto alte. 

Ciononostante, Milano cambia un po’ durante la Fashion Week. Prima di tutto, ci sono molte più persone e i negozi sono abbastanza pieni – niente in confronto ai primi giorni di sconti, comunque. E poi, le vie della moda sono più addobbate. Ma partiamo dal presupposto che sono una ragazza normalissima e perciò shopping in via Montenapoleone me lo sogno e che il mio armadio è metà H&M e metà Bershka. Ma era la Fashion Week, e quindi un briciolo di speranza di trovarmi Brad Pitt fuori dal negozio di D&G ce l’avevo. Di conseguenza, io e mia mamma abbiamo percorso le vie più “in” di Milano, ma l’unica cosa degna di nota è stato un cane che faceva i suoi bisogni e il suo proprietario che lo complimentava. A dirla tutta, ci siamo fatte anche qualche risata davanti ai vestiti, perché alcuni erano davvero ridicoli. Parliamo, per esempio, della collezione autunnale di Dolce e Gabbana: chi diamine se li compra quei vestiti bizantini di 1500? Forse solo Lady Gaga. 

Devo dire, però, che, bizantini a parte, ho visto un sacco di vestiti ‘firmati’ carini. Ma ancora di più di non-firmati e ve ne parlerò un po’ tra un attimo. Prima voglio raccontarvi del fatto che, però, benché quello che ho detto prima, io una sfilata l’ho vista. Da fuori. Sembra molto più figo di quanto sia: in realtà stavamo camminando per Via Montenapoleone, sempre alla ricerca di qualcosa di emozionante, quando vediamo delle bollicine per la strada, della musica e un sacco di gente. Inizialmente, pensavo che ci fossero i soliti venditori di giocattoli per bambini, ma poi ho visto un tipo su un balcone che faceva delle bolle. Tutta la gente guardava in su, ma nessuno sapeva bene cosa stesse succedendo. Nel frattempo mia mamma ha visto passare un pezzo di grosso della moda vestita con un poncho a motivi lepardato. Comunque, dopo un attimo abbiamo capito che là dentro, dove c’era la musica e il balcone da bollicine, c’era una sfilata. Abbiamo aspettato un po’, nel caso stesse per finire, ma poi abbiamo deciso di non perdere tempo. Se qualcuno di famoso era là dentro, sarebbe uscito ben dopo la fine della sfilata: si fermano sempre a parlare con gli stilisti e a vedere i vestiti. Se qualche modella famosa era là dentro, sarebbe uscita dopo anche ore. Inoltre, non è una bella sensazione stare lì ad aspettare qualcuno di “figo”.. Insomma, okay, sarà anche più famoso, ricco, bello e ricercato di me, ma ciò non lo rende migliore e lo considero quasi denigrante stare lì ad ammirarli come se fossero il Buddha. Ecco, dovremmo ammirare persone come Siddharta Gautama, Gesù, Gandhi, Martin Luther King o Nelson Mandela, che hanno cambiato il mondo. I cosiddetti vips, e non voglio sminuirli, confido che molti di loro siano delle persone bellissime, non sono migliori di noi perché famosi. Perciò, preferisco avere la mia dignità e andare a fare shopping da H&M, piuttosto che stare lì a pregarli per un foto. Ovviamente mi piacerebbe conoscerli, ma magari seduti in un caffé a bere un thé caldo, per conoscerli davvero, da pari a pari. 

Parlando di H&M e shopping da crisi… Allora, premetto che sono andata in giornata e non ho avuto il tempo materiale di girare tutti i negozi, ma solo quelli dove di solito trovo più cose carine.
Questa volta Bershka mi ha un po’ delusa: come sempre la loro collezione è molto incentrata su quel look “da discoteca” e c’erano tantissimi crop tops, che sono quasi impossibili da indossare per chi come me si trova maggiorata, dunque mi sono trovata un po’ bloccata.. Ciononostante, uno carinissimo sono riuscita a comprarlo! E chissene frega dei giudizi altrui.
Sono anche andata da Zara, dove ho preso un profumo da 10 euro e dei maglioncini. Devo tornare un attimo indietro e raccontarvi che, verso maggio, avevo assaggiato il profumo Body Tender di Burberry e mi era piaciuto un sacco, davvero delizioso e adatto ad una ragazza della mia età. Non avendo nessun profumo, ho deciso di comprarmelo, anche se è un po’ caro. È buonissimo, ma mi dispiace “sprecarlo” per usarlo tutti i giorni. Perciò quando ho visto quello da Zara che costava meno ed era abbastanza buono, vagamente simile a quello di Burberry, ho deciso di prenderlo. Così alternerò un po’ e il Burberry mi durerà di più.
Salto a pié pari a parlare di H&M: sono sempre più bravi. Questa volte ho comprato un sacco di accessori: calze sopra il ginocchio e collant a motivi, uno zaino stupendo da usare per la scuola (la EastPack mi ha stancato!), un cappello senape (che vedevo sempre nei video di una fashionblogger che seguo e mi piaceva un sacco. Non vi fate schifare dalla senape, sembra un colore osceno, ma può davvero dare vita ad un look) e felponi to rock winter! Ho trovato pure dei jeans bellissimi: uno a soli 9 euro e 95 !

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Vi lascio con la luna che ho ritrovato tornata a casa.. era spettacolare, peccato non renda molto in foto!

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Questa è stata, bene o male, la mia giornata a Milano. Spero non sia un articolo troppo incoerente. Se ci siete stati anche voi, fatemi sapere la vostra esperienza! 

~ Sara