Worth visiting #1: Rifugio Vittorio Sella

Ecco il cartello del Rifugio con una prospettiva sulle montagne!

Ecco il cartello del Rifugio con una prospettiva sulle montagne!

Ciao a tutti,
Con questo primo post inauguro il mio nuovo progetto: “Worth visiting”, cioè “Che merita di essere visitato”. Sarà una serie di luoghi che visiterò personalmente e che abbiano un qualcosa di particolare per cui val la pena andare e vedere. Arricchirò il tutto con foto scattate da me, informazioni e impressioni personali. Come avevo annunciato nel mio ultimo articolo, andrò a trascorrere un anno in Germania come studente straniera (parto tra meno di una settimana!), quindi questo progetto continuerà -spero- anche quando mi troverò in terre tedesche. Mi sembra abbastanza chiaro. Non so quanto spesso posterò, ma cercherò di creare contenuti interessanti e di qualità.

Ora, passiamo al il posto di oggi. Domenica 17 agosto sono andata con mia mamma al Rifugio Vittorio Sella, che si trova nella Val di Cogne, in Valle d’Aosta. Si parte dalla frazione di Valnontey: si trova dunque, come tutto il paese di Cogne e le Valli vicine, nel parco Nazionale del Gran Paradiso, una speciale area protetta con flora e fauna allo stato naturale. Qua c’è il sito del rifugio, dove è bien spiegato come raggiungerlo: http://www.rifugiosella.com .
La passeggiata è abbastanza impegnativa: noi abbiamo impiegato 2h e 30 come sui cartelloni ad inizio sentiero, camminando in modo costante e senza pause, a velocità media. C’è da dire, però, che abbiamo tagliato dei bei pezzi per arrivare prima. È comunque un rifugio da fare se si è mediamente allenati: non deve sicuramente essere la prima esperienza in montagna; ciononostante, ho visto numerosi bambini. Quindi è più che fattibile, ma prendetevi i vostri tempi. Il percorso è tutto in salita: all’inizio si cammina in mezzo al bosco, poi passata una cascata inizia una parte molto pendente tra i sassi, con alberi sempre più radi, infine c’è un’ultima salita tra i prati (badate, però, che è molto ripida). Il panorama è quasi sempre molto aperto durante tutta la scarpinata, ottimo per scattare foto, mentre invece il rifugio si trova in una specie di vallata. Il Sella sorge a 2.588mt di altezza: son dunque oltre 900mt di dislivello da Valnontey (1.666 mt). Da lì, per i più appassionati, si può proseguire il cammino e giungere al Colle della Rossa (3.195 mt) e al Colle Lauson (3.896 mt).

È formato da tre edifici: il principale, che vedete, dove si trova il ristorante e una parte delle camere; un'altro, che s'intravede sulla sinistra, dove ci sono i bagni e le restanti camere; e l'ultimo, che viene coperto interamente in questa angolatura, dove c'è il bar.

Il rifugio è formato da tre edifici: il principale, che vedete, dove si trova il ristorante e una parte delle camere; un’altro, che s’intravede sulla sinistra, dove ci sono i bagni e le restanti camere; e l’ultimo, che viene coperto interamente in questa angolatura, dove c’è il bar.

Per la camminata consiglio di vestirsi a strati e pronti a qualsiasi clima: indossate cannottiera, t-shirt, maglia e felpa, meglio portare una giacca nelle giornate più uggiose o nei mesi più freddi; portatevi un paio di pantaloni (comodi! Assolutamente nulla di attillato o jeans) e uno di pantaloncini. Usate gli scarponcini, se gli avete anche i bastoncini da camminata. Insomma, attrezzatevi confortevoli e pratici, e se avete intenzione di fermarvi sui prati intorno al rifugio, è meglio avere un telo su cui sdraiarsi. Portatevi uno spuntino (frutta o qualsiasi cosa che vi dia un po’ di energia) da sgranocchiare durante la camminata. Io consiglio di salire in tempo per far pranzo (servito fino alle 15) o cena (servita dalle 19, meglio da prenotare) al rifugio, dove cucinano le più famose specialità valdostane in modo divino. Le porzioni sono molto grandi e il cibo valdostano non è celebre per essere leggero, ma se arrivate affamati dopo la lunga camminata finirete tutto. Noi abbiamo mangiato polenta alla valdostana (chiamata anche “concia”) e salsiccia con un sugo di pomodoro: una vera delizia, ma dopo ci sono voluti un pisolino al sole e una bella pausa per digerire ed essere pronte a ripartire. Se arrivate lontani da orario pasto e non avete nulla da mangiare, non disperate: c’è pure un bar che prepara panini e dolci tutta la giornata. Inoltre, lo dico perché non si prende nulla per scontato, è possibile dormire nel rifugio, ma consiglio di prenotare per non beccarsi brutte sorprese.
La discesa è decisamente più leggera, ma per chi è sensibile alle ginocchia o ai piedi deve fare attenzione.

A seguito alcune foto che ho scattato, spero siano di vostro gradimento e che rendano giustizia alla bellezza di questo magico luogo!

La magnifica vista dai prati intorno al Rifugio!

La magnifica vista dai prati intorno al Rifugio!

La fantastica vista appena s'inizia a scendere!

La fantastica vista appena s’inizia a scendere!

Siamo state fortunate: abbiamo trovato una splendida giornata che ci ha permesso di rimanere in cannotta e pantaloncini sotto il bellissimo sole di montagna!

Siamo state fortunate: abbiamo trovato una splendida giornata che ci ha permesso di rimanere in cannotta e pantaloncini sotto il bellissimo sole di montagna!

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Ecco una foto del nostro delizioso pasto da campionesse!

La camminata è attraversata da un lungo ruscello che parte dal rifugio e cade poi in una grande cascata che s'incontra ad un terzo del percorso.

La camminata è attraversata da un lungo ruscello che parte dal rifugio e cade poi in una grande cascata che s’incontra ad un terzo del percorso.

A circa metà percorso si passa attraverso un vecchio villaggio con case di pietra, probabilmente abbandonato. È interessante pensare che qualcuno potesse vivere qua, anche solo per i mesi estivi! Eppure, in Valle d'Aosta è pieno di stalle ad altissime altitudini in montagna!

A circa metà percorso si passa attraverso un vecchio villaggio con case di pietra, probabilmente abbandonato. È interessante pensare che qualcuno potesse vivere qua, anche solo per i mesi estivi! Eppure, in Valle d’Aosta è pieno di stalle ad altissime altitudini in montagna!

Cosa ne pensate? Lo trovate un bel posto il Rifugio Vittorio Sella? Andreste a visitarlo?
Fatemi sapere i vostri pensieri, le vostre riflessioni sulla montagna e soprattutto se vi sembra una bella iniziativa questa del “Worth visiting Project”!

Alla prossima,

Sara

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Ribellarsi e morire per cosa?

Ciao a tutti!

Ultimamente rifletto particolarmente sul fatto che i ribelli per le giuste cause devono sacrificare la loro vita. Pensateci. Martin Luther King: morto; Gandhi: morto; Nelson Mandela: 28 anni in carcere; le più attuali Pussy Riot: 2 anni nei campi di lavoro russi; Roberto Saviano: destinato a vivere nell’ombra; Falcone: morto.. mi fermo qui, ma si potrebbe continuare all’infinito.
Chi decide di ribellarsi e cambiare i sistemi corrotti e sbagliati deve, da sempre, sacrificare una parte della sua vita per un futuro migliore. Sacrificano il presente per un futuro che spesso non arrivano a vedere e che sovente non è nemmeno quello che sperano.
Gandhi voleva un’India di “villaggi”, dove non ci si curava delle ricchezze materiali e delle apparenze, ma della spiritualità. Certo, l’India non è più una colonia inglese e non c’è stata nessuna guerra, ma, come quasi tutti i paesi asiatici, è diventata la copia povera, sovrappopolata e denutrita del capitalismo.

Queste persone si armano di coraggio, di vero coraggio, e decidono di ribellarsi, perché il sistema non va bene, perché è corrotto, con le stesse persone corrotte al potere. Loro provano a cambiare le cose. E se le cose non cambiano? E se fosse tutto inutile?
Eppure loro ci provano. È questo che li rende dei grandi, degli eroi. Sicuramente hanno paura, sicuramente così facendo rischiano di perdere il lavoro, essere esclusi e spesso mettono a rischio la  loro vita, se vanno contro a sistemi troppo forti. Ma pensateci: perché un sistema così potente dovrebbe temere una sola persona? Forse, così potente non lo è. O forse sono io che parlo a vanvera perché una piccola speranza ce l’ho ancora, che un solo uomo possa rivoluzione il mondo intero.

Ammiro queste persone, sono una fonte di ispirazione. Ma, francamente, chi avrebbe il loro coraggio? Ecco perché sono “uno su un milione”: chi sacrificherebbe sé stesso per “gli altri”? E se questi “altri” non se lo meritassero?
Mi viene pure da pensare a Gesù, dogmi religiosi a parte. Egli era un grande ribelle, voleva liberare le persone dalla cattiveria e dal dolore. Si sacrificò, come dicono nei testi religiosi “morì per noi”, fu il “salvatore”. Ma davvero ha salvato l’umanità? A me non sembra. Anzi, qualche corrotto interpretò le sue parole nel modo più sbagliato che si potesse fare, fondò la Chiesa e con essa tutti gli abomini come le crociate e l’Inquisizione ed instillò la paura di un Dio punitore ad interi popoli.
Dove sono gli insegnamenti di Gesù in tutto questo? La bibbia non l’ho letta, ed onestamente dubito che possa realmente plasmare il pensiero di Gesù, ma non credo che fosse questo ciò che lui volesse.
Dopo 2000 anni siamo ancora qui: l’ingiustizia, la cattiveria, il dolore e qual si voglia sentimento negativo resistono. Le guerre continuano ad esserci e spesso i popoli ne sono incuranti (perché ci sarà anche l’ONU e tutto quelle che volete, ma chiedetevi per quale ragione si dà importanza a qualcosa solo quando ci sono interessi di mezzo).

Che frutti ha avuto il coraggio di queste persone? Il mondo sembra evolversi solo esteriormente, solo in apparenza. Che senso ha avere il computer e potersi collegare con le persone dell’altra parte del mondo in tempo zero, quando i problemi rimangono sempre gli stessi, solo in ambientazioni diverse? Perché si trova sempre un divertissimentuna distrazione, ai veri problemi?
So di avere un taglio piuttosto pessimista, ma realmente non riesco a capacitarmene. I coraggiosi muoiono, credendo nelle persone, amandole così tanto da farsi uccidere per loro, per dare loro un futuro migliore, e le persone prendono queste opportunità e le buttano dalla finestra.
Una volta che uno di questi ribelli viene a mancare, le persone hanno paura, non hanno più un capo, quella persone che muove le masse e si prende le responsabilità. E dunque si affidano al primo “scappato di casa” che riesce ad arrivare al potere con un po’ di astuzia e, il più delle volte, corruzione.

Io vorrei davvero farvi pensare un attimo e farvi capire che la rivoluzione importante non è quella esteriore. Non importa se c’è comunismo e il fascismo, per fare un esempio banale, se poi entrambi i sistemi sono corrotti ed in entrambi le persone vivono male. Non serve a niente cambiare l’ambientazione, se poi la situazione rimane la stessa.
L’essere umano sembra non comprendere mai e la storia continua a ripetersi, over and over.

Iniziamo a pensare a come cambiare le cose radicalmente, iniziando noi stessi. Diventiamo tutti dei coraggiosi: troviamo qualcosa in cui crediamo fermamente e combattiamo per esso. Se uno solo combatte e gli altri seguono, qualche risultato ce l’ha, ma sarà solo effimero e superficiale, perché solo quell’uno ci credeva davvero. Se un intero popolo ci crede, ci crede per davvero, e chi lo ferma più?
Ma non credete in un’ideologia: credete che tutti possono stare bene, non perché tutti hanno soldi, ma perché non avvengono più ingiustizie, perché si vive tutti in pace e non c’è più rabbia tra le persone.

Chi ci proverà?

Al prossimo lunedì!

~ Sara

5 Metodi per imparare una lingua su internet senza andare sul posto

Ciao a tutti, oggi parliamo dell’apprendimento di lingue straniere, dato che ai tempi d’oggi è più che utile sapere più di una lingua, sia per quanto riguarda la sfera lavorativa che quella cultura. E poi, insomma, se sai una lingua puoi andare dove vuoi!

© Itchy Feet Comic http://www.itchyfeetcomic.com/

Premessa: io parlo (escludendo ovviamente la mia lingua madre, ossia l’italiano) abbastanza bene, quindi da poter leggere un romanzo senza grandi difficoltà, Inglese, Francese e Spagnolo. Inoltre, le mie capacità di Tedesco stanno crescendo di giorni in giorno, sempre di più.
Come faccio a 16 a parlare 5 lingue?
Francese: vivo in Valle d’Aosta e qui ci propinano in francese dalla tenera età in cui entriamo a scuola. Purtroppo, danno molta importanza alle capacità scritte (tutto finalizzato per essere in grado a sostenere gli esami di maturità in francese), perciò quando si tratta di parlare, ho più difficoltà. Ciononostante, capisco tutto ciò che viene detto e scritto, anche di autori rinascimentali, che scrivevano in un francese molto più ostico dell’attuale. Inoltre, credo che la mia grammatica sia migliore della maggior parte dei francesi, che sembra che la grammatica non l’abbiamo mai studiata. Tutto sommato non è male.
Inglese: ovviamente a scuola lo studio. Ma l’ho imparato praticamente da sola. Riesco a leggere più o meno qualsiasi cosa, a parlare e a capire pressoché tutto, purché sia parlato con un accento abbastanza comprensibile. Da quando ho iniziato a studiarlo seriamente, ho avuto davvero poche occasioni per parlarlo (oralmente) con persone madrelingua. Ci vediamo sotto per i miei metodi.
Spagnolo: mia mamma è originaria della Costa Rica e (quasi) tutta la mia famiglia vive lì. Perciò, sin da quando sono piccola, era l’unica maniera per comunicare con i miei parenti. A casa non lo parlo, perciò in quei periodi in cui nessuno viene a farci visita\non andiamo noi in là, lo parlo poco e mi si arruginisce un po’. L’anno scorso, per esempio, sono andata un mese dalla mia famiglia in Costa Rica e a fine mese mi diceva “Sembri di qui!”. Infatti, dopo un mese sapevo tutto lo slang (che per forza impari sul posto) e parlavo tranquillamente come se fosse italiano. Appena tornati lo parlavo pure a casa qua, cosa che non succede mai! Comunque, recentemente ho letto “Into the wild” in spagnolo e non ho avuto difficoltà. Perciò le mie capacità di comprensione sono perfette.
Tedesco: faccio il linguistico ed è il terzo anno che studio tedesco. Sono ad un livello relativamente basso, come sapete il tedesco è una lingua parecchio difficile. Diciamo che riesco a capire dialoghi semplici, fare una conversazione normale, comporre testi sulla mia vita e leggere le storielle per bambini. Se munita di un dizionario (il mio preferito, online, è dict.cc) riesco a fare miracoli! Ultimamente mi sto impegnando molto di più per studiarlo in vista di un mio progetto di cui ve ne parlerò più avanti.

Ora, detto questo, ecco cosa fare se si vuole imparare una lingua e non si ha la possibilità di andare a studiarla sul posto. 

  1. 1. Studiare la grammatica

Purtroppo, che vi piaccia un po’, dovete conoscere un po’ come si forma la frase per capirci qualcosa. Dovete sapere quando si usa la terza persona singolare e quando quella del plurale, e se è una lingua simile al tedesco, quindi con una grammatica molto complicata e rigida, è essenziale. Ciononostante, non credo sia la cosa più importante. La grammatica va studiata in un primo momento, ma poi bisogna metterla in pratica, perciò:
2. Imparate il vocabolario base
S’inizia sempre così. Prima di iniziare a parlare con qualcuno, imparate a chiedergli come si chiama e dirgli come vi chiamate, quanti anni ha e altri frasi fatte. Serve tanto per farsi un’idea su come viene strutturata la frase.
3. Usare sempre un dizionario (online)
Per forza di cose, all’inizio il vostro vocabolario sarà davvero scarso, e perciò non saprete esprimervi e capire la maggior parte delle cose che vi saranno detto. Perciò, armatevi di un dizionario (online, vi prego, fate le cose con molta più velocità) e spaccate tutti.
I miei consigli per dizionari online:
Inglese http://www.wordreference.com/
Slang inglese (fidatevi che serve) http://www.urbandictionary.com/
Tedesco http://deit.dict.cc/
Francese http://dictionnaire.reverso.net/francais-italien/
Spagnolo http://es.dicios.com/ites/

4. Ascoltate i madre lingua
Non c’è niente da fare: se non capite quello che vi stanno dicendo, non riuscirete mai a fare una conversazione. Perciò aprire quel maledetto Youtube e guardatevi qualche video, fate l’orecchio. All’inizio, magari non sarete in grado di guardare video che normalmente guardereste in italiano. Non temete: ho per voi un canale Youtube in cui raccontano storielle per bambini di 5 minuti con i sottotitoli. Io questo lo uso più che altro per tedesco, dato che le mie conoscenze non mi permettono ancora di capire altro. Così potrete fermare il video e andare a cercarvi una parola sul vostro amato dizionario online. Altri video di questo genere ma più interessanti sono quelli fatti apposta per gente che impara la lingua e dove per esempio mettono i sottotitoli a video normali in lingua e in inglese.

Quando sarete in grado di capire di più, vi si apre un mondo. Youtubers da ogni parte, documentari, film.. qualsiasi cosa.
Un altro modo è scaricare le puntate di una serie tv che seguite o qualche film in lingua originale oppure doppiato nella lingua che state studiando. Se ancora non riuscite a capire, scaricatevi anche i sottotitoli, o in lingua o in italiano.
Oppure ancora: ascoltate tanta musica in lingua!
Insomma, circondatevi della lingua che state studiando.
Ora qualche link utile:

  • Canale di storielle in lingua con sottotitoli (tutte le lingue possibili immaginabili) http://www.youtube.com/channel/UCHD0-6opjI0paLJj6P-f2sA
  • Canale per chi sa l’inglese e vuole imparare il tedesco http://www.youtube.com/channel/UCTobWZV_HWGSoaRrhHyrJ-A
  • Canale simpatico per imparare il tedesco http://www.youtube.com/user/MeisterLehnsherr
  • Canale di una’Americana sulla moda http://www.youtube.com/channel/UCgWfS_47YPVbKx5EK4FLm4A
  • Canale di due americani che fanno il giro del mondo http://www.youtube.com/channel/UCwRj5hxqpiHQTLpQxY6r_Aw
  • Jamie Oliver, cuoco inglese http://www.youtube.com/channel/UCpSgg_ECBj25s9moCDfSTsA
  • Canale di notizie/documentari in inglese (molto interessante) http://www.youtube.com/channel/UCn8zNIfYAQNdrFRrr8oibKw
  • Youtuber australiano http://www.youtube.com/channel/UCWcrr8Q9INGNp-PTCLTzc8Q
  • Youtuber americano http://www.youtube.com/channel/UCvVuqRzGVqRlmZYlTf99M_w
  • Youtuber francese (che mi fa morire dal ridere) http://www.youtube.com/channel/UCww2zZWg4Cf5xcRKG-ThmXQ
  • Youtuber tedesco http://www.youtube.com/channel/UCMI9UhY1ehLGfOP5KNIKIaQ
  • Canale di una canadese con sottotitoli in giapponese http://www.youtube.com/channel/UCLfbmGhvu7xTHXktmMWdfvw
  • Canale di una giapponese con sottotitoli in inglese http://www.youtube.com/channel/UCfCY70zRsvnnKzQ39mBq0rw 

Sito per scaricare sottotitoli in tutte le lingue http://subscene.com/

Alcuni cantanti tedeschi:

  • Rammstein (metal)
  • Cro (Rap)
  • Alligatoah (rap commerciale house)
  • Die Ärtzte (musica anni 90)
  • La Fee (rock)

Alcuni cantanti francesi:

  • Indochine (Indie)
  • Coeur de Pirate (pop)
  • Grand corps malade (rap. ha dei testi bellissimi, sono delle vere e proprie poesie)
  • Kany Arkana (rap)
  • Stromae (commerciale)
  • Zaz (commerciale)

Non credo abbiate difficoltà a trovare cantanti inglesi o americani!
Per quanto riguarda la musica spagnola, non la conosco molto. Comunque buttatevi sulla musica latino americana (quella dei tormentoni, sì) o cose simili. Se conoscete dei cantanti spagnoli particolarmente bravi, lasciatemi qualche titolo di canzone nei commenti!

Ultimo metodo\consiglio per oggi:
5. Entrate a contatto con madrelingua
Attraverso siti come Twitter (https://twitter.com/) o Tumblr (https://www.tumblr.com) si possono stringere un sacco di amicizie. Io stesso ho fatto amicizie che durano attraverso gli anni. Se siete fate parte di un qualche fandom, stringerete subito amicizie. Se no buttatevi a seguire gente a caso e a rispondere ai loro post nella loro lingua. A volte dovrete un po’ “imporvi” a queste persone, dato che loro non vi conoscono e vivono bene senza di voi. Scrivete loro spesso e fate in modo che si affezionino a voi.
Io consiglio anche il sito https://lang-8.com, dove praticamente voi v’iscrivete e pubblicati i vostri testi in lingua, che qualche madrelingua avrà il tempo di correggere. E voi potrete fare lo stesso: correggere ciò che scrivono gli altri in italiano e rendervi utili. Se poi c’è qualcosa che vi sembra simpatico, potete scrivergli un messaggio e farci amicizia.

La cosa più importante è non avere paura di fare errori, perché li farete, e buttarvi. Le persone che saranno dall’altra parte dello schermo comprenderanno la vostra situazione, vi correggeranno se lo chiederete loro e vi aiuteranno a migliorarvi. Piano piano vedrete dei cambiamenti grandissimi, vi scoprirete in grado di scrivere delle costruzioni che prima di non conoscevate, vi ritroverete a pensare in una certa lingua. A volte vi verranno in mente delle parole in lingua e non in italiano!
Perseverate e cercate di migliorare sempre. Solo perché siete abbastanza bravi, non vuol dire che potete smettere d’imparare (questo me lo devo un po’ imporre a volte, dato che se non capisco una parola non mi vien voglia di andare a cercarla!).

© Itchy Feet Comic http://www.itchyfeetcomic.com/

Spero che questi 5 metodi vi saranno utili. Se li avete già messi in pratica, fatemi sapere le vostre esperienze.

Se l’articolo di oggi vi è piaciuto, fatemelo sapere con un mi piace o un commento, e la prossima settimana proseguirò con la “Parte 2” di questi metodi.

Al prossimo lunedì!

~ Sara 

Come ti definisci?

Lizzie Velasquez soffre di una rara sindrome che le impedisce di prendere peso e di vedere da entrambi gli occhi.

Nonostante le ovvie difficoltà durante la sua vita, è riuscita, come mostrato attraverso questo video, a superare i limiti imposti dalla società ed ha imparato a definirsi e giudicarsi da sola, senza considerare ciò che pensano e dicono gli altri. Vi prego, prendetevi 10 minuti e guardatevi questo video: è pure sottotitolato in italiano, così da non essere solo precluso ai bilingui.

Fatemi sapere i vostri pensieri al riguardo, ci vediamo nei commenti per eventuali confronti! Mi farebbe molto piacere.

Ora lascio spazio alle parole di Lizzie, che sapranno riempire tutto ciò che io non ho detto per l’articolo di questa settimana.

Al prossimo lunedì!

~ Sara

Perché siamo tristi?

Ieri, durante una conversazione antropologica alle 4 di mattina con una mia amica, ho realizzato qualcosa che sì, si sa, ma che non prendiamo mai in considerazione.
L’uomo occidentale (parlo di lui, perché lo conosco e non voglio estendermi in ambiti a me sconosciuti) si lamenta continuamente, si lamenta quando ha il negativo e pure quando ha troppo “positivo”. Esempio, ci lamentiamo – passo al “noi” per ovvie ragioni – sempre d’inverno per il freddo, ma poi d’estate ci lamentiamo per il caldo; un altro? quando non c’è lavoro, ma pure quando ce n’è troppo; quando non piove e poi quando piove; quando siamo soli, ma anche quando la gente “ci sta troppo addosso”.
Che incoerenza! Non siamo mai soddisfatti! Riusciamo solo a vedere ciò che non abbiamo, senza dar valore a ciò che abbiamo. Guardiamo sempre il lato negativo e mai quello positivo! E tutto questo ci rende tristi e inquieti!

Se solo riuscissimo a non prendere tutto per scontato, nemmeno la salute. Dovremmo gioire ogni giorno, già solo dal fatto di esserci svegliati, di avere un’intera giornata da vivere! Iniziamo a dare valore al tetto sopra la testa, al letto caldo la sera, alla possibilità di andare a scuola e avere un’istruzione, alle persone, seppure poche, che ci stanno accanto, e a tutto il resto! Vogliamo sempre di più, di più.. Ma basta! Facciamoci bastare quello che abbiamo.

Pensateci un po’ di più, prima di lamentarvi. Ciò che a voi può sembrare la fine del mondo, visto da un’altra prospettiva, è un nulla. Date il giusto valore alle cose.

Spero di avervi trasmesso un po’ di voglia di cambiare. Dato che è appena iniziato quest’anno – a proposito: Buon Anno e Buona Befana! –, mettevi questi come buoni propositi: smetterla di lamentarsi e farsi bastare ciò che si ha. Vedrete che la vite migliorerà.

Se avete voglia, nei commenti, scrivetemi cosa ne pensate e lasciatemi qualche vostra considerazione. Inoltre sarei davvero curiosa di sentire le storie delle vostre festività. Avete qualche buon proposito? Condividetelo con me!

Un “imbocca al lupo” a tutti quelli che come me domani riprendono con la scuola, per un buon quadrimestre; agli universitari, per dei buoni esami; a chi ha deciso di mettersi a dieta dopo le feste e a chiunque abbia deciso di intraprendere qualche nuova avventura per questo anno. Che tutti noi possiamo riuscire in ciò che vogliamo!

Al prossimo lunedì!

Sara, che vi augura il migliore degli anni, pieno di mille belle cose.